Acidosi tissutale: come riconoscerla e gestirla

Tutti i processi biochimici che si svolgono incessantemente nel nostro organismo e che sono fondamentali per la vita, producono un accumulo di scorie metaboliche che vengono eliminate attraverso l’intestino, i reni, la pelle e i polmoni. Molte di queste sostanze di scarto sono acide e devono essere neutralizzate o eliminate.

Se il nostro corpo non sta lavorando al meglio, e fattori quali una cattiva alimentazione, lo stress, la vita sedentaria, l’inquinamento, l’utilizzo di farmaci, ecc., determinano l’accumulo di scorie acide che non vengono adeguatamente smaltite, assisteremo alla lunga a tutta una serie di problematiche (per lo più infiammatorie), legate ad una condizione chiamata acidosi metabolica.

I sintomi dell’acidosi compaiono gradualmente nell’organismo, cosicché è difficile accorgersene. E’ un po’ come la storia della rana che se viene messa dentro una pentola piena di acqua che sta bollendo schizza subito fuori per scampare il pericolo; se invece si mette la rana in una pentola di acqua fredda e si accende il fuoco che innalzerà pian piano la temperatura, la rana non si accorgerà del progressivo riscaldamento dell’acqua e finirà per bollire insieme all’acqua. Tutto questo a significare che la rana non si accorge del progressivo riscaldamento dell’acqua come noi non ci accorgiamo del progressivo peggioramento della nostra salute perché ci abituiamo gradualmente ai sintomi come la rana al riscaldarsi dell’acqua.

I principali sintomi dell’acidosi metabolica sono:

  • Stanchezza al mattino
  • Disturbi del sonno (con particolari risvegli tra l’una e le tre di notte)
  • Reflussi gastrici e bruciori di stomaco
  • Costipazione
  • Emicranie frequenti
  • Pelle grassa (soprattutto del viso) o eczemi
  • Sudorazione ai piedi e tendenza a sudare (sudori freddi)
  • Sensibilità e una minore resistenza al freddo
  • Dolori e crampi muscolari
  • Bronchite cronica con formazione di muco
  • Leucorrea (perdite vaginali)
  • Mancanza di energia
  • Disturbi dell’umore
  • Aritmia
  • Alitosi

Per comprendere lo stato in cui si trova il nostro organismo, sarebbe necessario effettuare la misurazione del ph delle urine in tre momenti della giornata: la seconda urina del mattino, prima di pranzo, prima di cena. Questo andrebbe fatto per un periodo continuativo di 8 giorni. Per effettuare la misurazione si utilizzano delle apposite cartine  che cambiano colore a seconda del ph che, nei momenti suddetti, dovrebbe posizionarsi tra i 7 e i 7,5. Se il valore del ph è inferiore a 7 per la maggior parte delle rilevazioni effettuate, siamo in presenza di acidosi.

Se il nostro ph non è ai livelli adeguati, si può intervenire con un alcalinizzante per vere un’azione immediata di ripristino del corretto ph, ma la correzione della dieta è un imperativo fondamentale per ritornare ad uno stato di salute ottimale.

Gli alimenti che provocano acidosi sono quelli che contengono sostanze il cui catabolismo porta alla formazione di acidi. Questo è particolarmente vero per le proteine della carne che rilasciano acido solforico, acido fosforico, acido cloridrico, acido nitrico, acido urico. Gli animali carnivori che mangiano nella loro dieta quasi esclusivamente carne, hanno un enzima specifico (uricasi o urato ossidasi), che li protegge dalla contaminazione da acido urico legato al consumo di carne. Gli esseri umani non possiedono questo enzima, per questo un consumo eccessivo di proteine animali è spesso responsabile di malattie legate all’accumulo di acido urico, quali gotta, reumatismi, calcoli renali. Anche alcuni cibi o bevande alcaloidi come il caffè, il tè nero, il cioccolato sono ricchi di purine e sono classificati come acidificanti. Lo stesso vale per lo zucchero bianco, la farina di grano raffinata e i suoi derivati, gli oli raffinati, i latticini.

Tutta la frutta e la verdura (tranne pochissime eccezioni) sono alcalinizzanti, meglio se mangiate crude e biologiche. Anche lo yogurt magro (o di soya) ha la stessa proprietà. Tra i semi oleosi, le mandorle hanno un buon potere alcalinizzante (non vanno però mangiate più di 15 al giorno). Se si assumono cibi debolmente acidificanti (come per esempio, i legumi o i cereali integrali), basta bilanciare con abbondante verdura cruda, meglio se assunta prima del pasto.

Camminare all’aria aperta, fare esercizio fisico all’esterno, sono attività che stimolano il metabolismo in generale, e il tasso di respirazione più veloce aumenta l’eliminazione di acidi deboli, contribuendo in tal modo a deacidificare il corpo.

 

7 pensieri su “Acidosi tissutale: come riconoscerla e gestirla

  1. Avatar
    Roberta Lancioni dice:

    Vorrei un’indicazione in merito alle apposite cartine per la misurazione del Ph. Mi piacerebbe infatti controllare il mio stato di salute e vedere se ci sono eventuali accumuli metabolici da smaltire. Grazie

  2. Avatar
    Loredana Rissone dice:

    Grazie e stato molto utile e prezioso io ho solo qual he sintomo e provvederò a misurare il ph delle urine

  3. Staff ESM
    Staff ESM dice:

    Buongiorno Roberta. Le cartine di tornasole per la misurazione del ph urinario le può acquistare in farmacia. Quanto al riequilibrio del ph acido-base, il prodotto che consigliamo di assumere per 2 mesi nella quantità di cucchiaini in mezzo bicchiere d’acqua la sera prima di coricarsi, si chiama ALKA FLOR e lo può trovare e approfondire al seguente link:
    https://www.erboristeriasanmichele.com/negozio/benessere-e-salute/apparato-uro-genitale/cistite-infezioni-urinarie/alka-flor-mirabilis-da-200-ml/?source=guaven_woos&medium=live_search&campaign=alka%20flor

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